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ISSN 2611-8858

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Il diritto è la precisione: sobre el valor de la Parte Especial en la dogmática penal italiana

Prendendo spunto da un precedente contributo già pubblicato su questo portale (si veda colonna di destra) in cui sono stati individuati quattro valori della dogmatica italiana, l'autore approfondisce una di queste qualità: la rilevante attenzione alla Parte Speciale. E lo fa utilizzando brani tratti dalle decisive monografie “Inganno ed Errore” (1955) di Cesare Pedrazzi e “Il reato come azione” (1971) di Giorgio Marinucci

Idiosincrasia y dogmática penal italiana De paso, sobre si acaso Franco Bricola fue un revolucionario o un reformador. (un ejercicio poco “científico”, ma con grande affetto)

Prendendo spunto dal proprio intervento alla conferenza tenuta dal prof. Gabriele Fornasari a Valparaíso il 20 novembre 2018, sulla Evoluzione della dogmatica penale italiana nel XX secolo, l’autore offre un panorama schematico dei caratteri della dogmatica penale italiana, tracciando una relazione con determinati valori idiosincratici. Nella seconda parte, l’autore raccoglie la provocazione di un collega presente al seminario, e abbozza una risposta alla domanda se Franco Bricola fosse un rivoluzionario o un riformatore. La risposta sottende un rinvio a un lavoro di prossima pubblicazione

Cristiano Ronaldo y el delito fiscal. Bueno, bonito y barato

Con la sentenza n. 53 del 22 gennaio 2019, la Corte provinciale di Madrid ha condannato Cristiano Ronaldo per la commissione di quattro delitti tributari. La pena della reclusione è stata sostituita con quella della multa. Questo contributo riassume i fatti provati e analizza criticamente la loro qualificazione giuridica, le pene imposte e la loro relazione con la funzione preventiva del diritto penale

La (desapercibida) reintroducción en España de las medidas de seguridad privativas de libertad de duración indeterminada

Il contributo analizza le conseguenze indirette che l’introduzione in Spagna, nel 2015, dell’ergastolo con possibilità di ammissione alla liberazione condizionale ha prodotto sulla istituzione dei limiti alla durata delle misure di sicurezza limitative della libertà personale

Legalità penale e legge di interpretazione autentica. Note a margine della sentenza della Corte Suprema argentina nel caso “Batalla”

Prendendo spunto dal caso “Batalla”, deciso dalla Corte suprema argentina nel dicembre 2018, il contributo analizza la possibilità di applicare una legge penale di interpretazione autentica in pregiudizio dell’imputato, o del condannato con sentenza non ancora divenuta definitiva. Si ritiene sussistano casi complessi o casi “limite”, quale è il caso “Batalla”, che non siano chiaramente sussumibili nella disposizione di legge utile alla loro risoluzione e che, in tali occasioni, spetti ai giudici risolvere le questioni problematiche ricorrendo a sentenze, almeno parzialmente, costitutive di diritto. Dinanzi a tali casi problematici, il Parlamento non solo sarebbe autorizzato a prevedere una legge di interpretazione autentica, ma una tale soluzione sarebbe anzi auspicabile in uno stato di diritto, al fine di evitare sentenze creative. Una legge di interpretazione autentica, se in malam partem, non dovrebbe tuttavia essere applicata in un processo in corso, poiché una tale soluzione si porrebbe in contraddizione con il dovere del giudice di scegliere, dinanzi a un caso complesso o a una legge ambigua, l’interpretazione legale più favorevole per l’imputato

Cuidado, Manada, la justicia anda suelta

La sentenza del Tribunale superiore di giustizia della Navarra, del 30 novembre 2018, decide i ricorsi d’appello – presentati sia dalle difese che dall’accusa – avverso la sentenza dell’Audiencia Provincial della stessa regione, del 20 marzo 2018, sul caso di violenza sessuale di gruppo commessa il 7 luglio 2016, noto alle cronache come “il caso la Manada”: nell’attesa che la Corte di cassazione spagnola statuisca se vi sia stata o meno violenza (l’accusa ha invero già annunciato il ricorso), in questo “secondo capitolo giudiziario del caso la Manada”, tre dei cinque giudici del collegio affermano chiaramente che la persona offesa abbia subito atti sessuali, invece gli altri due membri del collegio affermano – con altrettanta convinzione – che sia stata commessa una vera e propria violenza sessuale, valorizzando così quanto affermato dalla difesa della vittima e dal movimento femminista sin dal momento in cui furono denunciati i fatti

Sul constitutional review delle misure antiterrorismo

Questo post riproduce la relazione (già integralmente pubblicata sul sito della Corte costituzionale italiana, all’indirizzo https://www.cortecostituzionale.it/documenti/varie/albi/vigano_albi.pdf) svolta dall’autore all’incontro quadrilaterale tra Corti costituzionale italiana, spagnola, portoghese e Conseil constitutionnel francese, tenutosi ad Albi lo scorso 28 settembre 2018.

Brevi note sul contributo “penalistico” di Justice Anthony Kennedy, nonché sulle possibili conseguenze del suo pensionamento

Il testo ripercorre le principali pronunce in materia costituzionale-penale dell’Associate Justice della Corte suprema statunitense Anthony Kennedy (in carica dal 1988 al 2018). Il peculiare ruolo di giudice “ago della bilancia” (Swing Justice) tra conservatori e progressisti ha fatto si che le sue posizioni dinamico-evolutive nell’interpretazione di alcune clausole costituzionali (cruel and unusual punishment clause dell’VIII em. e due process clauses del V e XIV em.) abbiano controllato le decisioni della Corte, irrobustendo lo statuto costituzionale di garanzia in determinati settori del diritto penale sostanziale (sanzionatorio e penitenziario, in particolare). Il suo avvicendamento con il giudice Kavanaugh, e il consolidamento di una maggioranza conservatrice – si conclude – potrebbe rimettere in discussione molti degli approdi raggiunti, nonché i fondamentali principi di dignità, umanità e civiltà ad essi sottesi